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fluttuare nel mare della poesia sul fragile confine tra realtà e sogno

In te la luce

Scritto da: norise il 17 Settembre 2017

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Ghiannis Ritsos

Scritto da: norise il 17 Settembre 2017

Ci sono versi – a volte poesie intere –
che neanch’io so cosa voglion dire.
Quello che non so mi trattiene ancora. 
E tu hai ragione a chiedere.
Ma non chiedere a me.
Ti ho detto che non so.
Due luci parallele
dallo stesso centro. Il rumore dell’acqua
che cade, d’inverno, dalla grondaia colma
o il rumore di una goccia che stilla
da una rosa nel giardino annaffiato
lentamente, lentamente, una sera primaverile
come il singhiozzo di un uccello.
Non so cosa vuol dire questo rumore; e tuttavia l’accetto.
Le cose che so te le spiego. Non mi dimentico.
Ma anche queste cose aggiungono qualcosa
alla nostra vita. La guardavo
mentre dormiva, il ginocchio piegato ad angolo
sul lenzuolo –
Non era solo l’amore. Questo angolo
era il crinale della tenerezza, e il profumo
del lenzuolo, di pulito e di primavera completavano
quell’inspiegabile che ho tentato, ancora
inutilmente, di spiegarti. 

Ghiannis Ritsos

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Odisseas Elitis

Scritto da: norise il 17 Settembre 2017

Uomo, tuo malgrado
Malvagio – per poco non è altra la tua sorte.
Se almeno davanti a un fiore sapessi
Comportarti
Giustamente, avresti tutto. Perché dal poco,
Anche dall’uno talvolta – come nell’amore –
Conosciamo il resto. Ma la folla resta
Solo sulla superficie delle cose
Tutto vuole e prende e non le rimane nulla.

E’ già arrivato il pomeriggio
Sereno come a Mitilene o in un quadro
Di Theofilos, fin là a Eze, a Cap-Estel,
Insenature dove il vento assesta bracciate
Una tale trasparenza
Che tocchi le montagne e continui a vedere l’uomo
Che era passato ore prima
indifferente e che ormai dev’essere arrivato.
Dico: sì, devono essere arrivati
Al loro termine la guerra e il Tiranno nella sua caduta
E la paura dell’amore davanti alla donna nuda.
Sono arrivati, sono arrivati e solo noi non vediamo
A tentoni ci scontriamo di continuo con i nostri fantasmi.

Angelo tu che voli qui intorno
Sofferente e invisibile, prendimi per mano
Sono dorate le trappole degli uomini
Ed io non posso che restare con quelli di fuori.

Perché anche l’Invisibile lo sento presente
L’unico che io chiami Principe, quando
La casa tranquillamente
Ancorata nel tramonto
Manda bagliori
E come in un assalto un pensiero
S’impone d’un tratto mentre altrove andavamo.

Odisseas Elitis - 1911-1996.

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Io vorrei, superato ogni tremore

Scritto da: norise il 16 Settembre 2017

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Alessia, Mirta e il mirto

Scritto da: norise il 14 Settembre 2017

Alessia, Mirta e il mirto
.
Stupore di ragazza Alessia
nello scorgere fuori stagione
fiorito il mirto sotteso a
gioco elementare di natura.
(E’ un presagio o sto sognando?).
Nel giardino della casa
di Alessia è fiorita la sacra
pianta e Alessia trasale
nell’intessersi il pensiero
con il mattinale azzurro.
Nella serra del mirto innesta
un ramo e per miracolo
di corolle un’espansione
subitanea della tinta del mare.
Esce ed ecco Mirta bruna
e sensuale venirle incontro
nell’enigma del sorriso
che Alessia come un buon
presagio decripta.
.
Raffaele Piazza

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Scorci di settembre

Scritto da: norise il 12 Settembre 2017

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Cronaca

Scritto da: norise il 10 Settembre 2017

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Eros e Thanatos

Scritto da: norise il 7 Settembre 2017

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Mirta si apre con Alessia

Scritto da: norise il 6 Settembre 2017

Mirta si apre con Alessia
.
Mirta scorge Alessia
al Bar Celestiale nel bere
una coca cola ghiacciata.
Si avvicina Mirta e negli
occhi guarda Alessia.
Mirta sorride e dice: da
dove vengo ti porto una
buona nuova: Giovanni
non ti lascerà mai. Io sto
bene lì con mio padre,
Massimo e i nonni. Faccio
l’architetto e insegno flamenco
alle ragazze morte nei lager.
Rimpiango la terra ma
ora non c’è nulla da fare.
Rimpiango mia madre che
ho lasciata sola nella villa
e di Raffaele l’amicizia,
ma la gioia non manca
e ieri ho visto Dio.
Vestiti, Alessia, di nero
che stasera gli piacerai!
Beve il freddo Alessia
e ride come una donna.
.
Raffaele Piazza

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Sul cancello

Scritto da: norise il 6 Settembre 2017

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