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FELICE SERINO – POETRIES TRANSLATIONS: MARIA LETIZIA FILOMENO IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT in the middle of its way the night in a ethereal world – closer to us – I DREAM MYSELF I-not-I exist FLIES STREAK THE INDIGO (flies streak the indigo you bleed yourself like this light – THE INK CRY God exiliated opens the night casket IN THE LASTING-LIGHT the hot hours: they were the mad running and the grazed another bite LIFE let me become ash I wanna feel my being LIGHT-BLUE passage from VERSES TO LOVE my heart irradiates sunlight your sight becomes star ARCHETYPES (written few minutes after the waking up at dawn of 14/5/04) (like when in the evening you don’t realize the undetermined moment is a point floating IMMIGRATED this man: sadness of a bare tree pointed at with fingers: the “one” to burn
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07
2010
amici poeti: altre poesie di Andrea CrostelliScritto da: feliceserino in Argomenti vari, tags: amici poetiANDREA CROSTELLI DUE PETTEGOLE Due gazze stridono d’impegno: * Senza gli uccelli Chi buca l’aria Senza gli uccelli I voli sono scomparsi Chi scende si contamina * Quando la vita mi sfugge risalire risalire risalire il risveglio dal sogno * Tu non sostieni * Il gioco della pazzia Perde chi gode troppo della vincita La pazzia * Sono un pollo spennato * Scrivo per non morire (Il vuoto è un grande armadio chiuso MICHELA ZANARELLA
Alla città dei sensiC’è pelle che prega
* Io nell’ amore Io nell’amore, * La casa degli istinti La linea del cielo * I pazzi ridono di notte Intorno a me follie bellissime * Il mio volo Vita che piangi amore * Nei sepolcri L’inferno quello che ci spaventa * Nei labirinti del cielo Pare che il Paradiso * Negli angoli del vento Mi tentano i cieli * Non faccio altro che sognare Non faccio altro che sognare. * Dietro di te Vivendo sopra i passi * Nuvola Mi vesto d’istinto * Al tempo dei giochi Perdersi nell’onda molle *
Ogni croce è l’eco del tuo sangue ed il Tuo sangue, Signore, ha urlato amore a tutte le razze ha perdonato l’inferno e le forche. Ancora ci parli dai prati e dal destino. Nelle vertebre del tempo oltre le volontà dell’aria hai pietà e gentilezza dei nostri midolli. Sei altra vita dentro ai cieli, carne di luce, uomo che chiede all’uomo di ascoltare.
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Michela Zanarella è nata a Cittadella (Padova) il 01-07-1980. MICHELE PIOVANO
Da: VIBRAZIONI Edizioni Del Leone, 2010
Dalla sezione: Inquietudine di sguardi
ALLA FINESTRA
Non lasciare che il mondo resti fuori: c’è una finestra nell’anima aperta anche alle rive deserte mangiando sabbia e vento mentre si anima il giorno e la mente libera il respiro di cose avvinghiate al silenzio. Cerchi un passaggio fra le tracce che vanno e si confondono. Insiste la mano che vorrebbe adeguarsi all’estraneo svegliando la pelle con una esplorazione a palmo a palmo che sgeli ogni voragine.
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RADIOSCOPIA
L’incontro è un nodo che riposa sul petto o nel disincanto della vernice. Vorrei unire con un filo le indagini di un amore in bilico e la crisi di un sogno privo di maglie fin nei luoghi più riposti, avanzare dunque lungo le rotte digiune dietro il vento dai tanti sorrisi che penetra nel silenzio oscuro della carne.
Da non so quando vado con durezza e morbidezza tra la folla dei miei simili in cerca di me stesso.
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COME L’OMBRA SULL’ERBA
Niente accademie, solamente punte di primati, il dinamismo lubrifica penetrando profondo nel derma. Tempo di fibre ottiche e tu corri nella tua solarità piena di vento che agita gli alberi. Onde di un mare nuovo, fiocco che palpita e sale cantando, mentre si sciolgono gli occhi davanti a un mondo da scoprire. Non c’è tempo per trovare una mappa che non sia un elenco di dati, di motivi senza domani. Ti aspetti un altrove che viene e fugge come l’ombra sull’erba.
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dalla sezione: Note urbane e suburbane
SERATA ALL’OSTERIA
Piccole derive verso il fiume e fra la nebbia imperturbabile. Ti arresti davanti a un’insegna che ti invita all’amicizia. La notte accende i desideri: amore e pesci fritti, carne viva che veglia e tutto è vivo intorno, una moltitudine di inviti anche se niente ci appartiene e i segni annaspano all’aperto.
Quando il buio brucia le barche le forme tentano di ricomporsi e la guancia lievissima affonda la sua pena nell’acqua.
Vorresti l’immagine innocente ma biancheggi senza sentimento fra nidiate di glicini in terrazza, anche se la scritta “sta in quel tanto che rivela e in quel tanto che nasconde”. Domani ti troveranno addormentato in una storia di volti e di fatti sognati lungo i viottoli segreti della mente appena i galli beccano il mattino.
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ANAGRAFE
Il mio esistere è imperfetto, ma resiste e resta senza testimoni tranne i dati all’Anagrafe, già casa dei matti. Come adattarsi a un ambiente senza remissione? Ogni essere viaggia in modo differente respirando la nebbia del verde se il sogno vivo esala dal terreno e il corpo annaspa fra i terminali che battono sul foglio, come una dichiarazione di guerra o una incerta schiarita di tregua. Poco lontano sostano i morti viventi e una strana luce li attraversa, come quella dei matti in giardino -così il loro paradiso- da cui sono stati sfrattati.
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dalla sezione: Sottofondo
FINO ALLA RIVA
Ora del tramonto sul lago: affiora una fila affilata di denti, la voce liquida mi giunge fino alla riva. Due mani mi parlano parlano prima di perdersi nella dimenticanza di altre due mani. Vorresti afferrare ciò che fugge senza esserne travolto.
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LA FELICITA’
Il tuo nome scolora, oggi è assente, felicità che brucia le distanze, rabbia amorosa in quel bar, pesci che brillano nel fiume gonfio di effluvi. E’ rimasta soltanto la dentiera per ridere ancora nell’aria settembrina e un po’ di tristezza, rumori sbiaditi di stoviglie. Tu taci dentro il silenzio di “quel dolce paese che non dico”. Da tempo ho messo la tua fotografia nel vuoto del cassetto. E così sia.
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dalla sezione: Incursioni nel verde
SPERANZE
Non ti conosco, anche se il cielo ti dona un’acqua luminosa e dagli occhi cola pioggia dalla pioggia. Se la ridono gli angeli durante il temporale che insiste con delirio febbrile. Il flusso umano si allontana, ma io rimango qui nel fango dell’orto – come sei bella sotto la maglietta bagnata, ogni forma battuta dall’acqua si ricompone intatta allo sguardo e un’altra speranza si affaccia e vive.
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dalla sezione: A ruota libera
RISVEGLIO
Odore di muffa, d’un piccione invecchiato dentro il muro, l’ora vorrebbe uscire dall’eco rauca che arranca nel buio. Schioda la muta dimora, le vedute nascoste dalla foschia tanto che le punte potate degli aceri additano una luce nuova. Il giorno è il grido di chi nasce un’altra volta, prova più che prova è realtà di oggi di domani per un timpano d’aria cresciuto in libertà ignorando la gravezza delle mani.
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05
2010
poeti amici: Flavio BalleriniScritto da: feliceserino in Argomenti vari, tags: amici, in memoria, poesiaPOESIE DI FLAVIO BALLERINI — AD ANDREA CROSTELLI (sulla “balena bianca”) Flavio * Da qualche onirico terrazzo bianco 30 marzo 2003 * Grigio che confonde cielo e orizzonte * Libero dentro il guscio e solitario. Flavio * Mai mi sono sentito così solo * Non si sa dove se ne sono andati. * (Per Kostas Kariotakis) Per compensare tutto questo sole [finalista al Premio “Paesepoesia”, * Pure come invisibile radice (a Felice Serino su “L’ombra”) * Flavio Ballerini * Non ricordo se riflesso dal vetro * Tutta la notte sogni ruotavano sulla poesia il poetare dicembre ‘01 * Fra qualche grado del terrore 26 ottobre ’05 Flavio * Poesia per viaggiare nella parte destra 17-11-05 Flavio *** NON IMMAGINO VOCAZIONE PIU’ BELLA Non immagino vocazione più bella, talento o dote più preziosa e importante di SALUTARE E SALVARE Un giorno si disse: “Basta, FLAVIO BALLERINI [da: “Emozioni maldestre”, 2007] *** Ricordando Flavio Se io posso dirti son io ascoltami Flavio Ballerini * Bibliotecario, filosofo, libraio nel campo delle teorie e terapie olistiche, Così lo presenta il poeta-pittore Andrea Crostelli “… a Flavio la filosofia non bastava e si lasciava sorprendere dalla poesia…. |







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